MASUKO AND NEERA PRODUCTION PRESENT...

TANTI AUGURI YUUI!
Istruzioni per la lettura:
Benvenuti nella fanfiction.
Per la vostra incolumità, prima della lettura allacciare le cinture di sicurezza. L'alto contenuto di crack ivi racchiuso potrebbe causare effetti collaterali quali: risatine isteriche, lacrimazione continua (di un solo occhio, ovviamente), sghignazzi sadici e raptus fangirliani. Pregasi, indi per cui, di maneggiare cotal testo con cautela. Le autrici si rifiutano di pagarvi la parcella del medico. Specialmente sei il cognome di tale individuo è Sakurazukamori (anzi, una di loro potrebbe chiedere di prendere il vostro posto).
Era ormai Ottobre inoltrato all'Horitsuba Gakuen, eppure i ciliegi, nel pieno della fioritura, svettavano sull'azzurro ancora sgombro da nuvole col loro rosa pallido.
Subaru, con il naso puntato verso quei magnifici colori, camminava in mezzo al corridoio che si era formato sotto i rami intrecciati, ripensando ai discorsi che facevano lui e Seishiro su quelle maestose e, a detta del dottore, carnivore piante.
«Chissà se Seishiro-san conosce il motivo della loro fioritura fuori stagione...» borbottò tra sé, stringendo tra le braccia il blocco che si stava portando dietro, dentro il quale erano scritte delle formule che avrebbe dovuto studiare per un particolare esorcismo assegnatogli da lì a pochi giorni.
Subaru, per l'appunto, stava cercando un angolino appartato per mettersi a ripassare. Qualche minuto prima, infatti, era letteralmente scappato da Kamui, il quale aveva iniziato a strepitare per il fatto che aveva passato l'ennesima notte a casa di Seishiro. Subaru voleva bene al suo gemello, ma non poteva fare a meno di trovarlo leggermente pedante quando si accennava solamente al dottore e alla loro sottospecie di relazione.
Abbandonò, desolato a causa di quel ricordo, la vista dei ciliegi ed abbassò lo sguardo sul prato, dove notò, dietro il tronco di un albero, una divisa uguale alla sua.
Si avvicinò con calma e sporse il busto da dietro il tronco, in modo da vedere chi fosse lo studente che, a quell'ora, passava il suo tempo libero in quel luogo così appartato.
Si trovò davanti Shaoron, che fissava concentrato e leggermente accigliato una rivista dai colori molto, molto sgargianti. Subaru ne aveva viste alcune: erano le tipiche riviste che le ragazze innamorate compravano quando dovevano fare dei regali ai loro fidanzati, anche se i suddetti ragazzi non apprezzavano i gingilli femminili che ricevevano, il più delle volte.
«Shaoron-kun?» chiamò, con voce incuriosita.
Perché il ragazzo stava fissando, come se volesse dar loro fuoco con il solo sguardo, quelle pagine?
Quel mattino, la sveglia non aveva suonato, sostituita da luci indistinte. Raggi tenui avevano colpito il suo viso, svicolando le persiane con facilità. Shaoran non aveva provveduto a chiuderle del tutto, causando il piccolo, ma fastidioso, incidente. Così, Shaoron si era svegliato due ore prima del dovuto, con un bellissimo messaggio sul telefonino che aveva decretato, con un trillo acuto, il suo definitivo risveglio dal mondo dei sogni.
Mittente: fay@horitsuba.jp
Soggetto: Yuui-chan compie gli anni sabato♥!
⌤ Mi raccomando il regalo.
Quello era il motivo principale per cui, in quel momento, se ne stava sotto ad un ciliegio, ben nascosto alla vista, nel vano tentativo di trovare spunti in quella rivista per ragazze. Una delle classiche riviste che Yuui fissava intensamente in edicola, pur vietandosi di comprarle per non fare la figura della donnicciola. Che fosse un otomen, ormai era chiaro, quindi a Shaoron non restava che scegliere tra quelle chincaglierie. Doveva esserci qualcosa di decente, tra quei porta-cellulare a forma di onigiri e le maglie con scritto “I love Pasta”. Si portò una mano ai capelli, in un gesto che aveva molto del disperato. Non avrebbe trovato idee, lì. Per di più, la pazienza se ne stava velocemente andando. Perso in quei pensieri, non notò il ragazzo che si stava avvicinando. Gliene mancava il tempo, così come gli mancava la voglia di continuare a sfogliare quella rivista fin troppo rosea e floreale. Per questo scattò come una molla nel sentirsi chiamare, la schiena dritta e una mano pronta a puntellarlo nel caso avesse ritenuto necessario alzarsi. Tuttavia, colto che si trattava di Subaru, si rilassò, sospirando:
« Scusami, non ti avevo visto... »spiegò, chiudendo il suo inferno personale con aria arrendevole.
Poteva concedersi una pausa, dopotutto, quindi parlare con il ragazzo non sarebbe stato poi tanto male. Tempo addietro, dopo una lezione dai toni particolari, Subaru era venuto a conoscenza della relazione tra Yuui e Shaoron. Non esattamente per caso, dato che gliel'aveva rivelato lui stesso, ma tant'era che il ragazzo ora era uno dei pochi “eletti” a conoscenza della cosa e, in quel frangente, avrebbe potuto essergli utile. Gli fece quindi cenno con la mano di sedergli accanto, sorridendogli con fare incoraggiante:
« Ho giusto bisogno di una mano, ti va?»
«Non ti preoccupare – gli sorrise, accettando il suo invito e sedendoglisi vicino – C'è forse qualche problema?».
Lo sguardo gli cadde nuovamente sulla rivista, per rialzarsi poi, preoccupato e leggermente ansioso, su quello del ragazzo.
«Va tutto bene, Shaoron-kun?» gli chiese.
Nella sua testa il fatto che questi avesse con sé un giornale simile equivaleva all'avvicinarsi dell'apocalisse! Infatti non era il tipo di lettura che associava a Shaoron, quanto piuttosto a... che c'entrasse qualcosa Yuui-sensei? Aveva capito che, per quanto tentasse di nasconderlo, a Shaoron importava davvero tanto del professore e, in un certo senso, il suo essere a conoscenza del loro legame l'aveva portato ad avvicinarsi al ragazzo. Forse era per questo, e per la grande quantità tempo che passavano insieme parlando delle rispettive persone del loro cuore, che Seishiro aveva iniziato a fare battutine sempre più affilate sul conto del suo ex-allievo?! Prima o poi, si disse mentre aspettava che Shaoron gli rispondesse, avrebbe dovuto parlarne con uno dei due: non voleva che il loro rapporto maestro-allievo, di durata più lunga di quello che aveva lui con loro, si rovinasse per causa sua!
Gli posò la rivista in mano, senza troppi complimenti. Non era solito ricercare regali per gli altri, quindi era ben evidente il suo disagio, o il suo schifo, più precisamente, a guardare certi articoli dall'aspetto tanto simpatico e carino.
Guardò il compagno direttamente negli occhi, con uno sguardo talmente colmo di serietà che, forse, avrebbe spaventato l'altro. Si premurò quindi di rilassarsi un po', prendendo il proprio cellulare: cercò il messaggio che gli aveva causato tanto scompiglio, per poi porgerlo a Subaru, invitandolo alla lettura:
« Sono in difficoltà per quello. Non ho veramente idea di che regalargli. » spiegò, senza riuscire a nascondere un gesto stizzito. Era solito cavarsela in qualsiasi caso, ma di originalità nei regali, specie se persone a lui care, specie se fatti per la prima volta, specie se in seguito ad una dichiarazione... Insomma, non era decisamente pronto. Aveva bisogno di qualcosa di originale, non di un'idea regalo.
« So che gli piacciono i libri... Certo non quanto a me, immagino, ma mi piacerebbe trovare qualcosa sulla mia linea. Scherzoso ma eloquente. Non chiedo tanto. »
Sfogliò distrattamente la rivista, saltando le pagine oppure girandole velocemente, quasi accecato da quelle scritte brillantinate di dimensioni troppo grandi e font troppo panciuti. Lui, decisamente, preferiva cose più sobrie!
«Io penso... - ammise, chiudendo la rivista e poggiandola sulle gambe – che non troverai nulla di interessante per Yuui-sensei qui dentro. Cioè... c-credo che qualunque cosa tu gli regalerai gli piacerà... ecco... perché gliela hai regalata t-tu... - abbassò il capo, arrossendo furiosamente – O almeno è quello che proverei io...».
Rimase in silenzio per qualche minuto, cercando di far passare l'imbarazzo che lo aveva colto all'improvviso, dopo che, stupidamente, si era immaginato Seishiro che gli regalava qualcosa per un non particolare evento.
«Forse... forse potresti regalargli qualcosa fatto a mano? Tipo un libro con una copertina fatta da te... - propose, soppesando le varie idee che gli passavano per la mente e cercando di articolare i pensieri – Sarebbe molto carino. E, magari, potresti accompagnare il regalo con dei fiori...» in fondo, lui era convinto che non importasse tanto un regalo, quanto i sentimenti con i quali lo si consegnavano.
«Se vuoi possiamo cercare in biblioteca un qualche libro, per poi andarlo a comprare? Solo, non so se ora sia aperta...».
La proposta venne accolta dall'altro, con tanto entusiasmo che Subaru si trovò a saltare le ultime ore di lezione per andare in centro, alla ricerca di quanto aveva proposto.
Shaoron non sembrava curarsi del fatto che stavano trasgredendo il regolamento scolastico, aveva a cuore solo ed esclusivamente trovare quel regalo. Non poteva fare altrimenti. Aveva accolto il messaggio di Fay-sensei come una sfida e, per quanto fosse possibile, lui non riusciva a tirarsi indietro in quei casi.
Trascinando Subaru dentro da un fioraio, non si accorse della persona che, dall'altra parte della strada, li aveva osservati con un'improvviso moto di gelosia.
« Rose, camelie, papaveri? »
Shaoron vagava per il negozio con aria perplessa, non sapendo bene che cosa scegliere. Sarebbe bastata anche una margherita di campo per stendere Yuui nell'imbarazzo più totale, questo ben lo sapeva, ma ci teneva a far bella figura nel caso ci fosse stato qualcun altro presente. Per quanto fosse in gamba, anche Shaoron peccava d'orgoglio, in certe situazioni.
La figura, avvicinatasi a loro di nascosto, si affrettò ad incamminarsi in direzione della scuola, attorcigliando il codino biondo al proprio indice.
«R-rose... - balbettò Subaru, riprendendo fiato dopo i mille giri in cui era stato coinvolto, concentrato sulla sensazione che gli trasmetteva l'accarezzare con i polpastrelli i petali di una rosa rossa quanto il sangue – Le rose... hanno così tanti significati, no? Se non ricordo male, ehm, racchiudono tutti i significati dell'amore e due rose assieme simboleggiano l'unione di due persone...» disse, molto incerto sulle sue parole.
Quella rosa, per esempio, lo stava facendo pensare tantissimo a Seishiro e, se non ricordava male, quel rosso così scuro era anche un colore che il dottore apprezzava.
Si allontanò dal fiore con un sospiro, voltandosi verso il ragazzo.
«È è un peccato non aver ancora trovato il libro adatto... forse potremmo vedere se c'è qualcosa di interessante nella libreria... di Seishiro-san?» chiese, cercando di ignorare la voce voce che gli moriva in un sussurro di imbarazzo.
Shaoron, che stava parlando col fioraio, lo fissò intensamente, per poi trascinarlo nuovamente con sé, e, quando Subaru gli chiese dei fiori, rispose che li avrebbe ritirati una volta acquistato il libro, così da non sgualcirli.
Solo quando furono davanti alla casa del medico si fermarono e Shaoron spinse Subaru avanti, perché suonasse. Imbarazzato, quello eseguì, lo sguardo che vagava sulle venature del legno della porta per non pensare a chi-... Si ritrovò a fissare il maglione di Seishiro tanto all'improvviso che fece un saltello all'indietro per lo spavento, perdendo l'equilibrio. Fortuna volle che Shaoron fosse proprio dietro di lui, così gli evitò l'impatto a terra.
Fissò Seishiro assottigliare gli occhi e si affrettò a staccarsi dalla presa di Shaoron, tenendo lo sguardo chino sulle punte delle sue scarpe per tutto il tempo durante il quale il ragazzo spiegava, velocemente, la situazione al suo maestro.
Il Maestro, inizialmente poco convinto, aveva finito per accettare il fiume di parole che gli aveva rivolto. Più per noia che per convinzione, ma l'importante, in fin dei conti, era il risultato.
Il ragazzo di origini cinesi si massaggiò una spalla, stanco dell'infruttuosa ricerca che stavano conducendo: sembrava che nella libreria di Seishiro non ci fosse nulla di eccezionale, di strano o di interessante. O meglio, non c'era nulla che potesse essere riconosciuto da Shaoron come un degno regalo per Yuui.
« Un libro di poesie? » sentì chiedere dietro di sé.
Scosse il capo alla proposta stentorea di Subaru, passando con le dita i dorsi di ogni singolo libro presente su quello scaffale. L'altro ragazzo lo guardava con una sorta di timore, alternando occhiate alla porta dalla quale, probabilmente, si aspettava di veder entrare Seishiro. Tuttavia, questi non si fece vedere durante la loro ricerca, né quando, per caso, Subaru incappò in un libricino, ben nascosto tra gli altri, che riportava un titolo in caratteri raffinati.
Non appena Shaoron lo vide fermarsi a leggere alcune pagine, saltò giù dalla scaletta, avvicinandoglisi. Gli bastò uno sguardo per dare il proprio verdetto:
« Questo è perfetto.» affermò con aria convinta, andando a prendere una cosa dentro alla cartella scolastica. Nel tornare con un quaderno, nuovo, dalla copertina nera in pelle, il ragazzo vide chiaramente che Subaru, sfogliando con fare via via sempre più confuso, era fin troppo dubbioso su quella scelta, specie dopo aver constatato con i propri occhi il contenuto di quanto aveva tra le mani. Certo, libro più esplicito e più azzardato, per un innamorato, non vi poteva essere.
« Shaoron-kun... Ma è... »
L'altro lo interruppe, scoccandogli un sorrisetto sardonico: « Il kamasutra, sì. »
Subaru arrossì fino alle orecchie.
Il... ka-ka... kama... kamasutra...
Ma perché Seishiro aveva... beh, il perché era abbastanza ovvio, si disse. In fondo Seishiro era un uomo ed aveva le sue necessità in quanto tale, anche se con lui... che poi, che strane quelle posizioni, come facevano a...
Chiuse il libro con un piccolo tonfo e lo poggiò, sempre rossissimo in volto, sul tavolo, allontanandosi dall'area di qualche passo.
Sentì Shaoron ridacchiare della sua reazione, chissà se stava pensando che anche Yuui avrebbe potuto reagire così, e lo guardò mentre iniziava a scribacchiare qualcosa su un quaderno.
«Un regalo fatto a mano...» commentò, estasiato dall'idea, nonostante il contenuto del libro fosse quello che era.
Era certo che a Yuui sarebbe piaciuto. O, meglio, gli sarebbe piaciuta sicuramente l'idea! Sempre se capiva di cosa si trattava...
Fissò i disegni vergati da Shaoron farsi sempre più incerti, per poi bloccarsi del tutto quando il ragazzo si voltò verso di lui con un sorriso candidissimo.
Chissà perché ma gli ricordava Seishiro quando doveva chiedergli un favore...
«Se non sbaglio tu hai una calligrafia migliore della mia, viste le lezioni che la tua famiglia ti ha impartito. Che ne dici di continuare al posto mio?».
Appunto...
Tentennò per qualche istante, ma dato che il sorriso non si muoveva di un millimetro dalle labbra di Shaoron, si limitò a sospirare sconfitto e a prendere il posto del ragazzo al tavolo. Appena fissò, per memorizzare, i caratteri da disegnare, la sua mano tremò, ma stoicamente Subaru tentò di ignorarla, per iniziare il suo lavoro.
A malapena si accorse di Shaoron che lasciava la sala e tornava indietro, fino a che un qualcosa non gli comparve davanti agli occhi.
«Non fa un po' freddo per un gelato?» chiese, piegando la testa all'indietro.
«È sempre tempo per un calippo! - esclamò, aggiungendo, quando Subaru non aveva ancora preso il gelato, – È alla ciliegia!».
Si limitò a sospirare, aprendo il ghiacciolo ed iniziando a leccarlo sovrappensiero, mentre i disegni uscivano dalla sua mano attraverso la punta della matita.
Si portò vicino alla finestra, gettando di tanto in tanto un'occhiata verso Subaru per controllare a che punto fosse. Mancavano poche pagine, notò, forse due o tre. Presto avrebbe avuto tra le mani il regalo perfetto per Yuui-sensei. Diede una leccata distratta al suo calippo, rimettendosi in piedi. Si portò di fianco al compagno, osservando il suo operato da sopra la spalla:
« Non mi sbagliavo, hai proprio una bella calligrafia. » ridacchiò, sconcentrandolo.
Subaru si voltò a guardarlo, corrucciato ed imbarazzato al contempo, proprio quando Seishiro decise di entrare nella stanza, trovandoli in una posizione
equivoca.
A Shaoron bastò dare un'occhiata al maestro per capire che gli stava passando per la mente. Gli sorrise sgargiante, allontanandosi da Subaru con un movimento lento e controllato, mentre questi tornava a concentrarsi sul calippo e sulle ultime cose da riportare.
« Sensei... Che vuole fare con quella sottospecie di fiamma ossidrica...? »
La piccola fiamma ossidrica venne accesa, con fare rilassato:
« Non lo so. Tu cosa ne pensi, Subaru? »
Il giovane esorcista si fermò nuovamente nel giro di pochi minuti, lasciando trasparire facilmente i suoi pensieri. Shaoron sbirciò il quaderno, vide che aveva finito: proprio quando Seishiro fu al loro fianco, sollevando il suo volumetto consunto del Kamasutra, Shaoron sfilò a Subaru la copia appena redatta, indietreggiando velocemente verso l'uscita della stanza.
«... Che stavate facendo con questo...? » chiese nervosamente il padrone di casa, sorridendo glaciale.
Subaru poggiò la penna sul tavolo, giungendo le mani nel fare un piccolo inchino:
« Gomenasai, Seishiro-san! Shaoron-kun mi ha solo chiesto di aiutarlo a fare un regalo! »
Il sopracciglio destro dell'adulto si alzò, rivelando perplessità:
« Hai ricopiato questo libro? »
Shaoron vide Subaru annuire, incapace come al solito di mentire.
Ridacchiò, immaginando quale punizione avrebbe ricevuto il ragazzo.
Prese la propria giacca dall'attaccapanni all'entrata, aprì la porta, dirigendosi verso il cancello del vialetto. In mente, l'accendino enorme di Seishiro, il quaderno che aveva in mano, il destino di Subaru e il promemoria a fermarsi dal fioraio.
« Come on baby, light my fire... »Rise, soddisfatto, guardando dritto davanti a sé nell'immaginare, ora, quale serata gli si sarebbe prospettata. Una serata con rose rosse, palese simbolo di passione, accompagnate da un manuale d'amore che, forse, con un po' di persuasione avrebbe subito usato...
Edited by .:Neera Pendragon:. - 22/10/2009, 18:51